
Scarpanti L.., Mosca P., Longaretti T., L’Orto dei Gerani, Grafica e Arte, Bergamo 1981.

Lazzari L., Zanetti U., La mia Bergamo, Grafica e Arte, Bergamo 1985.

Scarpanti L.., Mosca P., Longaretti T., La Luce di Scarpanti, Grafica e Arte, Bergamo 1985.
HANNO SCRITTO DI LUI
Luigi Angelini, Sandro Angelini, Luciano Anceschi, Luigi Bartolini, Romano Battaglia, Dino Bonardi, Leonardo Borgese, Dino Buzzati, Domenico Cantatore, Aldo Coccia, Vincenzo Costantini, Geo R. Crippa, Davide Cugini, Raffaele De Grada, Ruggero Elvezia, G. Fantini, Pietro Feroldi, Achille Funi, Nino Galizzi, Luciano Gallina, Luciano Galmozzi, Gianandrea Gavazzeni, Angelo Geddo, Lino Lazzari, Mario Lepore, Alberto Longa, Trento Longaretti, Marco Lorandi, G. Lucchi, V. Montanari, P. Mosca, Mario Monteverdi, Ignazio Mornino, Achille Locatelli Milesi, Giulio Marelli, Ugo Nebbia, Franco Passoni, Luigi Pelandi, Mario Pezzotta, Pino Pizzigoni, Attilio Podesta, Mario Portaluppi, Giancarlo Pozzi, Umberto Ronchi, Alberico Sala, A. Scarpellini, Agostino Selva, Tito Spini, Pino Tocchetti, Giancarlo Vigorelli, Dino Villani, Alberto Vitali, Nino Zucchelli, Orazio Santini, H. Corbani.
ALCUNI GIUDIZI CRITICI
Il pittore Luigi Scarpanti di Bergamo, è stato a dipiengere la Spagna: e adesso tiene una mostra alla Galleria Gussoni. Ha una tavolozza e una bravura tipiche bergamasche: vale a dire tono basso, crepuscolare, sui grigi e larga sintesi dei pianti formali. Qualcosa prova però che lo Scarpanti è pure uscito da una certa pigrizia accademica bergamasca: alcune apparizioni e rivelazioni di vivi colori, e un taglio improvviso delle scene. Notare per esempio, la “Carrozzella” nel quartiere di Siviglia vecchia. Altro carattere moderno, un lieve umorismo nelle forme, che tuttavia non dà finora nella caricatura. Alla mostra sono esposti anche degli ottimi paesaggi di Bergamo e dell’Elba, ma più tradizionali: eppoi nature morte e qualche figura, tutte assai buone
Leonardo Borgese Corriere della Sera
Questa volta il pittore bergamasco ci porta il bottino fatto in Spagna: tranne un ritratto, e alcuni bozzettini lombardi, sono tutte vedute delle celebri “Cuevas” dei gitani. Però senza gitani. Le rocce, gli anfratti, il sole, la sonnolenza, i tremolii meridiani. Posti molto adatti al suo temperamento perché gli consentono di trasmettercene l’incanto con la più linda semplicità di espressione, ciò che rappresenta, mi sembra, il maggior atout di Scarpanti.
LUIGI SCARPANTI (Galleria Barbaroux, Via Santo Spirito 19)
Dino Buzzati 16 gennaio 1970 – Corriere della Sera
Luigi Scarpanti è autore appartato, quasi scontroso ha vinto numerosi premi, esposto alla Biennale e alla Quadriennale. Lo stimano. Poeti e letterati. Il che non significa che la sua pittura sia ardua. Anzi, è semplice ed onestissima, robustamente agganciata alla realtà del paesaggio. Qui espone soprattutto impressioni di un viaggio in Spagna; ed il riferimento non è tanto quello di Garcia Lorca quanto del maggior Machado, per la ferma solidità, l’impianto rigoroso, la connessione degli oggetti. Scarpanti ama le zone ampie, le collocazioni esatte, i colori dominanti, filtrati da un pensiero anche se, a volte, li lacera il grido di un tono più cupo
Alberico Sala Corriere d’Informazione – 14.1.70
A visitare la bella mostra del pittore bergamasco LUIGI SCARPANTI alla Gussoni in via Manzoni si ha alla prima, l’impressione di trovarsi di fronte a una personalità di primo piano. Chiese spagnole, piazze bergamasche gustati nei loro più dolci, veneziani caratteri architettonici, modelline ambientate in luoghi di luce pregnanti d’intimità, nature morte raffinate, in cui le note di colore sono saggiamente spente in accordi d’armonium. È tutto realizzato con una pittura grassa, decisa in cui i bianchi giocano da sottofondo globale di accenti azzurri e gialli e rosa accortamente distribuiti. Scarpanti è dunque un pittore che da una grande impressione. Questo pittore bergamasco, che però ha a disposizione anche una corda sottilissima, in chiave tutta lirica, ciò detto, chi ci ha dato visioni più appassionanti di Bergamo, in questi anni, di Scarpanti in “Piazzetta del Delfino” e nei “Mio Borgo”? Dietro alla facciata di quelle case lunari s’indovina l’intimità calda, dove si ambientano queste rosate “nature morte” che sono tra le ottime della pittura italiana di oggi.
Raffaele De Grada R.A.I. – TV
